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Strage Georgofili, Sangiuliano: Lo Stato dimostra di essere più forte della mafia
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La Vela al Terzo riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale in Italia
foto: comune.rimini.it
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Quando a Venezia si andava a cavallo
Visitando Venezia sembrano mancare gli spazi verdi, o almeno questo appare camminando per le calli. Credo che l’area più estesa siano i giardini pubblici napoleonici, detti anche della Biennale, cioè la Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, ubicati nel sestiere di Castello. Per il resto la città appare come tutta case e palazzi … e che palazzi! Ma non è sempre stato così.
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Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: l'amministrazione incontra i giovani del progetto Amunì di Libera
A che serve essere vivi se non si ha coraggio di lottare
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Giorno della Memoria, giornata proclamata dalle Nazioni Unite nel 2005
Queste informazioni vengono generate da una macchina che opera interamente con tecnologia AI, "Intelligenza artificiale". L'accuratezza relativa ai dati scientifici e attualmente noti, sono di ultima generazione e sono pertinenti ai soggetti trattati.
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Giorno della Memoria, il Rettore dell'Università di Parma Paolo Andrei: Il dovere di ricordare
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Quando a Venezia si profumavano le monete
Venezia era rimasta a lungo nella sfera di influenza bizantina assorbendo parecchio dalla cultura orientale. Infatti, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e sessant'anni di dominio goto, tutta la regione “Venetia”, era stata conquistata dal generale Narsete e unita all'Impero Romano d’Oriente nel 555 alla fine della terribile guerra greco-gotica. Tuttavia nel 568 erano sopraggiunti i Longobardi che avevano lasciato ai Bizantini solo la parte costiera, la cosiddetta “Venetia Maritima”, sottoposta all'Esarcato di Ravenna.
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Quando a Venezia si praticava la tortura
Non solo a Venezia, ma ovunque per secoli la tortura è stata concepita come funzionale al concetto stesso di giustizia. Solo l’Illuminismo e la rivoluzione francese porteranno a una sua progressiva messa al bando
Storia
Quando a Venezia fu inventato il “bacalà”
È stato un terribile naufragio a introdurre sulle tavole veneziane il baccalà, che in lingua locale si scrive rigorosamente con una sola “c”: bacalà, il piatto re della cucina veneta - Incerta l’origine della parola che pare derivare dal portoghese “bacalhau” e dallo spagnolo “bacalao”, termini che trovano la loro etimologia nel latino “baculus”, cioè bastone.
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Quando a Venezia si profumavano le monete
Venezia per molti secoli legata all'oriente - L'eredità di Bisanzio nei cerimoniali, architettura e stile di vita, uso del profumo compreso - L'arte del profumo diventa scienza - Forchette e rugiada, acqua arabesca, sapone, lisciva e imbiondire i capelli - Diluvio di libri su profumi e cosmesi
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Quando a Venezia otto secchi di acqua costavano un soldo
"Venexia è in aqua et non ha aqua". Con queste parole qualcuno cinque secoli or sono ha sentenziato quanto fosse paradossale per una città come Venezia, circondata dall’acqua, avere invece notevoli difficoltà nell'approvvigionamento di acqua potabile
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Quando a Venezia hanno inventato le prigioni
Tra le mete turistiche veneziane più gettonate c’è il solenne immobile delle Prigioni Nuove, primo esempio al mondo di una struttura dedicata esclusivamente alla detenzione - Come e perché si è giunti alla costruzione