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Gaza: Più di 1000 Bambini Uccisi in 11 Giorni di Attacchi Aerei sulla Striscia

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Gaza - Un terribile scenario si è scatenato sulla Striscia di Gaza, con oltre 1.000 bambini uccisi in soli 11 giorni di incessanti attacchi aerei. Questo spaventoso dato equivale a un bambino ogni quindici minuti[1], rappresentando un terzo del totale delle vittime in questa devastante situazione. L'organizzazione umanitaria Save the Children ha reso noto questo allarmante bilancio, sollevando un grido d'allarme e chiedendo un immediato cessate il fuoco.

Questi tragici eventi non coinvolgono solamente i minori di Gaza. In Israele, oltre 1.300 persone sono state uccise, sebbene non ci siano conferme ufficiali riguardo alle vittime tra i bambini, è evidente che essi sono stati gravemente colpiti dalla violenza. Ancora più allarmante è la notizia che tra le 199 persone rapite e portate a Gaza come ostaggi[2], vi siano anche dei minori, segnando una sconvolgente violazione dei diritti umani.

La Striscia di Gaza è attualmente sotto un assedio totale, aggravando un già tragico stato di emergenza umanitaria. L'UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi) ha riferito che la situazione è critica, con la mancanza d'acqua pulita e la totale assenza di aiuti e beni di prima necessità. In queste circostanze, la vita delle persone, in particolare dei bambini piccoli, è in serio pericolo a causa della grave disidratazione.

Le risorse idriche stanno esaurendosi rapidamente, e nonostante il governo israeliano abbia ripristinato l'approvvigionamento d'acqua nel sud di Gaza il 15 ottobre, le pompe idriche elettriche rimangono inutilizzabili a causa dell'assenza di corrente nella Striscia da quattro giorni.

Inoltre, stamattina le Nazioni Unite hanno dichiarato che tutti gli ospedali di Gaza dispongono solamente di carburante sufficiente per far funzionare i generatori di emergenza per appena 48 ore. Questa situazione mette a rischio migliaia di pazienti, compresi i bambini.

Jason Lee, Direttore di Save the Children per i Territori palestinesi occupati, ha dichiarato: "L'acqua sta esaurendosi, e con essa il tempo per aiutare i bambini di Gaza. Oggi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà nuovamente, ed è imperativo che si raggiunga un cessate il fuoco per salvare le vite dei minori. Senza la fine dei combattimenti, la vita di migliaia di bambini è in serio pericolo."

Save the Children è un'organizzazione con una lunga storia di supporto ai bambini palestinesi, operando nei Territori palestinesi occupati dal 1973 e fornendo servizi essenziali. Attualmente, i loro operatori lavorano senza sosta per fornire beni essenziali e assistenza alle persone in difficoltà, cercando disperatamente di raggiungere Gaza. Inoltre, in collaborazione con la Mezzaluna Rossa egiziana, stanno cercando di inviare soccorsi salvavita nella Striscia di Gaza non appena si stabilirà un passaggio sicuro per gli aiuti umanitari attraverso il confine.

La Crisi Umanitaria a Gaza: Sopravvivenza Tra Disperazione e Speranza

In seguito a quanto già descritto nell'articolo, in cui abbiamo evidenziato la tragica situazione a Gaza con oltre 1.000 bambini palestinesi uccisi in 11 giorni di attacchi da parte delle forze israeliane, è importante fare un ulteriore approfondimento su questa crisi umanitaria senza precedenti. La Striscia di Gaza, con la sua popolazione sofferente, è stretta tra la disperazione e la speranza.

I bambini di Gaza, che hanno subito perdite devastanti e traumi orribili, devono affrontare sfide crescenti. I numeri riferiti dal Ministero della Salute a Gaza riguardo alle vittime e ai feriti sono spaventosi, ma sono solo la punta dell'iceberg. Si stima che almeno altri 1.000 palestinesi siano sepolti sotto le macerie di edifici distrutti, rendendo il bilancio effettivo molto più alto. La Striscia di Gaza è stata scossa da una crisi umanitaria che coinvolge circa un milione di sfollati, come dichiarato dall'ONU. Questi dislocamenti hanno colpito la vita quotidiana dei palestinesi in modi inimmaginabili.

La situazione si è aggravata ulteriormente dalla sospensione dell'energia elettrica a Gaza il 11 ottobre, che ha portato a un blackout completo. La mancanza di elettricità ha reso impossibile la conservazione degli alimenti, compromettendo ulteriormente la già difficile situazione alimentare, mentre l'irrigazione e l'attività agricola sono state interrotte. La situazione negli ospedali è altrettanto drammatica, con riserve di carburante e generatori di emergenza che non dovrebbero durare più di 24 ore.

Anche l'approvvigionamento d'acqua è stato interrotto dall'11 ottobre, con tutte e tre le centrali di desalinizzazione dell'acqua costrette a cessare le operazioni. La maggior parte dei palestinesi a Gaza non ha accesso a acqua potabile pulita, costringendo alcuni a bere acqua da pozzi contaminati e aumentando il rischio di malattie trasmesse dall'acqua.

Questi eventi si sommano al trauma già vissuto dai bambini palestinesi di Gaza a causa di anni di assedio e violenza militare. Le statistiche allarmanti rivelano che, prima di questa nuova ondata di attacchi, uno su quattro bambini aveva bisogno di supporto psicosociale, più della metà dipendeva da aiuti umanitari per sopravvivere e quattro bambini su cinque vivevano con depressione, lutto e paura. La vita quotidiana a Gaza era già caratterizzata da difficoltà estreme, ma la recente violenza ha reso la situazione insostenibile.

La tragedia dei bambini di Gaza non è solo personale ma collettiva. Molti di loro hanno assistito alla morte di altri bambini, il che ha amplificato la loro angoscia. Famiglie intere sono state spazzate via in un istante, lasciando i bambini orfani. La sofferenza emotiva per questi giovani è profonda, mentre cercano di far fronte alla devastante perdita delle loro famiglie.

Inoltre, gli attacchi israeliani hanno compromesso gravemente le comunicazioni nella Striscia di Gaza, rendendo la situazione ancora più difficile. L'accesso a Internet è minacciato, e la comunicazione è diventata ancora più complicata.

Questa crisi umanitaria richiede una risposta internazionale urgente. La comunità globale deve mobilitarsi per porre fine a questa violenza e per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza. Il diritto internazionale vieta il genocidio e gli attacchi indiscriminati, e richiede che tutte le parti coinvolte nel conflitto rispettino la distinzione tra obiettivi militari, civili e oggetti civili. La situazione a Gaza richiede azioni immediate per evitare ulteriori sofferenze e tragedie.

In questa difficile situazione, è fondamentale che la comunità internazionale continui a monitorare da vicino la situazione a Gaza e lavori instancabilmente per porre fine a questa crisi umanitaria senza precedenti. La speranza per i bambini di Gaza e per tutti coloro che soffrono in questa regione deve rimanere una priorità assoluta.

Crisi Umanitaria a Gaza: Un Ulteriore Approfondimento sui Diritti Umani

In seguito a quanto già descritto nell'articolo precedente, in cui abbiamo evidenziato la tragica situazione a Gaza con oltre 1.000 bambini palestinesi uccisi in 11 giorni di attacchi da parte delle forze israeliane, è fondamentale approfondire questa crisi umanitaria senza precedenti. La Striscia di Gaza, con la sua popolazione sofferente, è stretta tra la disperazione e la speranza.

L'articolo di Defense for Children International - Palestine[3] rivela la devastante realtà di Gaza, in cui un bambino palestinese è stato ucciso ogni 15 minuti dalle forze israeliane dal 7 ottobre. Questi attacchi hanno scatenato una crisi umanitaria senza precedenti, lasciando migliaia di palestinesi sfollati internamente e molti bambini sopravvissuti con gravi traumi fisici ed emotivi.

La situazione è resa ancora più tragica dal fatto che le cifre ufficiali fornite dal Ministero della Salute a Gaza includono solo le persone ammesse negli ospedali, quindi almeno altre 1.000 persone sono stimate essere sepolte sotto le macerie degli edifici distrutti, secondo il Ministero dell'Interno, indicando che il bilancio effettivo delle vittime è molto più elevato.

La crisi umanitaria a Gaza è aggravata dalla mancanza di elettricità, causata dalla sospensione dell'approvvigionamento da parte delle autorità israeliane. Dal 11 ottobre, Gaza è completamente al buio, poiché la centrale elettrica di Gaza ha esaurito le sue riserve. Questo ha ulteriormente peggiorato la già grave crisi alimentare, poiché non è possibile la refrigerazione, e l'irrigazione e l'agricoltura sono praticamente fermi. Le riserve di carburante e i generatori di backup negli ospedali non dovrebbero durare più di 24 ore.

Inoltre, le autorità israeliane hanno interrotto l'approvvigionamento di acqua a Gaza il 9 ottobre, costringendo tutte e tre le centrali di dissalazione dell'acqua a Gaza a cessare le operazioni. La stragrande maggioranza dei palestinesi a Gaza non ha accesso a acqua potabile, e alcuni si sono visti costretti a bere acqua da pozzi sporchi, aumentando il rischio di malattie trasmesse dall'acqua.

La situazione psicologica dei bambini palestinesi a Gaza è ulteriormente aggravata dalle sfide preesistenti affrontate prima della recente serie di attacchi militari israeliani. Uno su quattro aveva già bisogno di supporto psicosociale, secondo UNICEF nel 2018. Più della metà di loro dipendeva da qualche forma di assistenza umanitaria per sopravvivere, sempre secondo UNICEF nel 2018. Quattro bambini su cinque vivono con depressione, dolore e paura, secondo un rapporto del 2022 di Save the Children.

Il trauma vissuto dai bambini palestinesi a Gaza si estende oltre la sofferenza personale. Assistere alla morte di altri bambini amplifica la loro angoscia, lasciando cicatrici profonde sulla loro salute mentale. Intere famiglie vengono spazzate via in un istante, frantumando le basi delle loro case. I bambini, che una volta trovavano conforto nell'abbraccio delle loro famiglie, sono ora orfani. Le ripercussioni emotive per questi bambini sono profonde, poiché devono affrontare non solo il dolore della situazione attuale nella loro città, ma anche la sfida spaventosa di affrontare la vita senza il supporto fondamentale delle loro famiglie.

Gli attacchi israeliani hanno distrutto due delle tre principali linee di comunicazione mobile nella Striscia di Gaza, secondo l'UN OCHA. La compagnia delle telecomunicazioni palestinese (Paltel) è ancora in grado di fornire una connettività internet minima in tutta Gaza, ma c'è il timore che la connessione si perda completamente se ci sono ulteriori danni alle linee.

Questi eventi drammatici hanno portato a dichiarazioni controverse di ufficiali israeliani, che sembrano sottolineare la loro determinazione a creare condizioni insopportabili a Gaza. Sotto il diritto internazionale, il genocidio è vietato, e queste dichiarazioni sollevano seri interrogativi sulla conformità delle azioni israeliane alla legge umanitaria internazionale. La sua politica di chiusura nei confronti della Striscia di Gaza, in atto dal 2007, solleva preoccupazioni sulla violazione dei diritti umani e la creazione di condizioni di vita insopportabili.

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Tutto ciò si svolge in una situazione in cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani[4] proclamata dalle Nazioni Unite nel 1948 è stata palesemente violata. Questa dichiarazione sottolinea il riconoscimento della dignità e dei diritti inalienabili di tutti gli esseri umani e la necessità di proteggere tali diritti con leggi affermative.

L'attuale crisi umanitaria a Gaza richiede una risposta immediata e la piena attuazione del diritto internazionale e dei diritti umani. È fondamentale che la comunità internazionale agisca per porre fine a questa sofferenza e garantire che la dignità umana e i diritti dei bambini palestinesi siano rispettati.

Note:

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Glossario:

  1. Cessate il fuoco: Un accordo che pone fine agli attacchi e alla violenza, mirato a ristabilire la pace.
  2. Striscia di Gaza: Una regione costiera densamente popolata situata tra Israele ed Egitto, soggetta a conflitti politici ed umanitari.

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